Giovedì 12 marzo alle 19 un reading – racconto su
L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert, a cura di Nicola Manuppelli, scrittore, editor e traduttore.

 

Come smettiamo lentamente di capire cosa stiamo facendo della nostra vita?

Quando Gustave Flaubert pubblicò L’educazione sentimentale nel 1869, molti lettori rimasero delusi. Non succedeva “abbastanza”. Nessun vero eroe, nessuna grande vittoria, nessuna morale rassicurante. Solo Frédéric Moreau, un giovane pieno di sogni, che attraversa amori, ambizioni, rivoluzioni politiche e occasioni mancate… arrivando alla fine con una sensazione stranamente familiare: quella di aver vissuto accanto alla propria vita invece che dentro.

 

Flaubert sapeva bene cosa stava facendo.
Aveva assistito davvero alla Rivoluzione del 1848 a Parigi, e invece di raccontarla come un’epopea eroica la descrisse come spesso accade nella realtà: confusa, contraddittoria, piena di persone che non capiscono bene da che parte stare. In pratica, il primo grande romanzo sull’illusione politica moderna.

 

Scrisse a un’amica che voleva raccontare “la storia morale degli uomini della mia generazione”. Tradotto: giovani convinti che il mondo li aspetti, e poi scoprono che il mondo non aveva preso appuntamento con loro. Se vi ricorda qualcosa, non è un caso.

 

Il libro anticipa un’idea oggi molto contemporanea: non sono i grandi drammi a formarci, ma le esitazioni, i rinvii, le occasioni non colte. Freud non aveva ancora pubblicato nulla, ma Flaubert aveva già capito che la psicologia umana funziona più per desideri irrisolti che per decisioni eroiche.

 

E la cosa più moderna di tutte: il protagonista passa metà del romanzo immaginando la propria vita invece di viverla davvero. Oggi lo chiameremmo scrolling mentale. Nel 1869 non esistevano i social, ma l’autoillusione sì, ed era già perfettamente funzionante.

Insomma, Flaubert aveva scritto un romanzo sull’attesa, sulle aspettative romantiche, sulla politica spettacolo, sull’amore idealizzato e sull’arte di perdersi senza accorgersene.

Un libro dell’Ottocento che parla con inquietante precisione del XXI secolo.
E quindi, cosa succede quando questo romanzo torna a essere raccontato ad alta voce?

Evento: 12 euro
under 25 e over 65: 10 euro

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