Con “DJ Bambi” Auður Ava Ólafsdóttir torna a posare lo sguardo nei punti più silenziosi dell’esistenza, rivelandone l’inatteso, delicato incanto quotidiano.
Logn vive in un appartamento affacciato sul vento di Reykjavík, e in un corpo sbagliato: un corpo maschile che la tiene prigioniera dalla nascita. A lungo ha cercato di negarlo, sperimentando, adattandosi, nascondendosi.
E ancora oggi, ora che è una biochimica affermata di sessantun anni, ora che le manca solo un ultimo tassello, continua a lottare per affrontare l’ostilità della famiglia, per non soccombere a certe occhiate, per farsi amare senza riserve. In questa frustrante attesa, Logn può contare sul fratello gemello Trausti, l’unico che l’ha sempre sostenuta, mentre le giornate scorrono tranquille in una Reykjavík che regala incontri sorprendenti, tra vicini ossessionati dalle cattive abitudini dei gabbiani e nuove amiche dalle migliori, ma goffe, intenzioni.
Ma adesso non vuole più accontentarsi. Tra il cielo mutevole e il mare inquieto d’Islanda, Logn attende il momento in cui diventerà finalmente la donna che è sempre stata.

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