- “La casa turca” di Açelya Yönaç è la storia di un ritorno, di culture che si sfiorano: “Per riabituarsi alla sua terra ricerca qualche istinto ancestrale, ma niente è più come era stato, non prova nessuna familiarità sotto quel cielo… Si chiede se sia possibile tornare ad amarsi e riconoscersi. Quasi vuole scusarsi con ogni passante per essersi presentata lì dopo così tanto tempo, da quell’ultima estate del ‘99”.Sono venticinque anni che Asena Bulut non torna a Istanbul, e non è sicura di che cosa troverà una volta scesa dall’aereo. In mano ha due passaporti, le sue due vite, il passato nella casa del melocotogno e il presente da affermata scrittrice occidentale. Sul cuore ha il peso di un’assenza, quella di suo fratello, giornalista attivista di cui nessuno ha più notizie dal suo ritorno in Turchia.
Non può confessare a nessuno che il vero motivo del suo viaggio non è ritirare quel premio letterario, giunto come una sorpresa e diventato poi pretesto. Ad attenderla per un’intervista c’è Azra, una giornalista col capo coperto, stessa età stessa lingua, a un mondo di distanza da lei.
In questo esordio struggente e poetico, Açelya Yönaç celebra la sua terra d’origine dalle molte anime, opposte ma vicine come le sponde del Bosforo, il guado dove secondo la leggenda vanno a infrangersi i sogni.
Neri Pozza editore

