Il filosofo e la libertina – Peter Prange

L’Enciclopedie di Diderot e D’Alambert aspirava a contenere l’insieme di tutto il sapere fino ad allora accumulato dall’umanità. E pensare che l’idea venne concepita in un caffè, davanti ad una cioccolata e
a un bicchiere di vino… E’ questa l’ambientazione storica, affascinante e curata, di cui si fa forte il romanzo di Peter Prange “Il filosofo e la libertina” (titolo originale tedesco “Die Philosophin”). Siamo dunque a Parigi, metà del ‘700, immersi nella fervida disputa tra progresso scientifico e dogma religioso, curiosi spettatori dei rivolgimenti sociali dell’epoca: gli ultimi roghi alle streghe, l’ascesa del ceto medio ed intellettuale, i giochi di potere alla corte di Francia, la vigilia della Rivoluzione. Sophie appartiene al popolo, ma ha imparato a leggere e a scrivere, quale privilegio a quel tempo per una donna! Il destino vuole che Sophie giunga a lavorare al Café Procope, dove uno stravagante gruppo di intellettuali guidato da Denis Diderot, sta dando vita all’esplosivo
progetto dell’Enciclopedia. Tra i due nasce un amore forte e una collaborazione di talenti, condividono il desiderio irrefrenabile e pericoloso di conoscere, dire, divulgare. Sì, c’è dell’amore e dunque del tormento, ma soprattutto uno spaccato di Storia viva, che ha contribuito con i suoi protagonisti a porre le basi dell’era moderna.

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