Il castello errante di Howl

Che bello questo libro che ci parla di noi stessi, della fiducia nelle nostre capacità e della fiducia negli altri, dei cattivi che non sono poi così cattivi e dei buoni che non sono mai soltanto buoni, e del male che ha sempre un’origine esterna al  nostro essere, ma che solo noi possiamo trasformare.
E così c’è una ragazza, Sophie, che ha delle grandi capacità ma non le sa vedere, e tutto quello che vede quando si guarda allo specchio è una vecchia, e proprio in questa vecchia la Strega delle terre desolate la trasformerà senza nessuna fatica. E la ragazza vecchia per sciogliere l’incantesimo si recherà da Howl, il mago dal fascino ambiguo con il suo castello errante, il mago che ruba il cuore alle ragazze perché ha perduto il suo.
La storia è bella, è bella per tutta la fantasia che la sostiene, ma soprattutto lo è perché nessuno di questi personaggi è monolitico, perché ognuno di loro ha tante sfumature che non possono che renderlo vicino a noi, nel nostro non riuscire a capire chi siamo. Non che questo libro ci aiuti, anzi, forse ci confonde ancora di più, però una risposta la dà: ci avviciniamo a capire chi siamo solo mettendoci in relazione con gli altri, e soltanto non isolandoci nelle nostre disperazioni, nei nostri interrogativi angoscianti, possiamo esser sicuri di non perdere mai il nostro cuore.

Leave a Reply