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I MIEI PICCOLI DISPIACERI (M. TOEWS - MARCOS Y MARCOS)

C'era una grande attesa per il nuovo romanzo di Miriam Toews, I miei piccoli dispiaceri. Grande attesa che è stata ripagata con una storia bellissima, di quelle che hanno la capacità, sempre più rara, di far ridere, riflettere e piangere, senza mai scadere nel sentimentalismo, nel già sentito, ma resa con una scrittura brillante, energica.

Il romanzo racconta il legame tra due sorelle. La maggiore è una bellissima e talentuosa pianista, dalla vita apparentemente perfetta (ha perfino un marito che la ama profondamente) e che, a dispetto di tutto ciò, vuole morire; l'altra è la mamma di due figli avuti da due uomini diversi, vive alla giornata scrivendo romanzi per ragazzi sul rodeo e portandosi appresso, in un sacchetto di plastica, il suo grande romanzo, e che non ha nessuna intenzione di perdere la sorella. Intorno a loro mariti, figli ed amanti (come scriverebbe Lawrence, che peraltro è ampiamente citato alla fine, ma tutto il romanzo è ricco di citazioni letterarie, da Pavese alla Austen), ma soprattutto la madre delle ragazze, personaggio verissimo, in quelle follie buffe che caratterizzano le madri alla soglia di una certa età. Ma racconta anche l'ostinazione, il duello tra chi vive la vita sostanzialmente come impossibilità di essere, perché la sofferenza ne è, come dire, il tratto stilistico, e tra chi crede invece nelle reti, reti affettive, parentali, reti anche effimere, che servono a restare a galla, a non farci sentire completamente privi di senso. Ovviamente non vince nessuno, o vincono tutti, perché ad ognuno resta la libertà di scegliere e soprattutto di capire le scelte degli altri. E' questo a fare la differenza, ad accorciare le distanze tra i personaggi di questo romanzo, la sensazione che comunque si è su questa terra per caso, e la casualità ci disorienta, ci rende fragili. In questa frase è detto tutto: "Non sappiamo (...) da che cosa scappiamo. Forse siamo solo gente irrequieta. Forse siamo degli avventurieri. Forse siamo terrorizzati.Forse siamo pazzi. Forse il Pianeta Terra non è la nostra vera casa. "
Un romanzo più che bello, meraviglioso.

Vale G