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LA BASE ATOMICA (HALLDOR LAXNESS - IPERBOREA)

Iniziando a leggere questo romanzo di Laxness, non si direbbe mai che sia stato scritto nel 1947, sia per la scrittura (ottimamente tradotta, come sempre per quel che riguarda Iperborea), che per la storia. La trama ruota intorno ad Ugla, ragazza delle valli del Nord dell'Islanda che approda in città per lavorare nella casa del deputato Árland, unico bagaglio un harmonium che desidera imparare a suonare, suscitando l'ilarità dei viziati ragazzi di casa.
È un romanzo che tocca tante corde, sociali, politiche e intime, si parla di annessione agli Stati Uniti (anticipando la realtà, perché l'Islanda diventa paese Nato nel 1949), di cellule comuniste, tanto pericolose ai miopi occhi dei ricchi borghesi e invece composte da tutta povera gente (bellissimo il pezzo che descrive la prima partecipazione di Ugla ad una di queste riunioni: "e quando vidi quella gente povera e stanca, tanto stanca e povera come la mia gente lassù nella valle... sentii che ero una di loro, che sarei sempre stata dalla loro parte"), parla della formazione umana e sentimentale di Ugla, giovane donna alla ricerca di se stessa, anticipando anche qui il bisogno di affermazione ed emancipazione femminile, parla di arte, di libertà, parla di amore e di tutto quello che amore non è. Tutto con quella caratteristica tanto Islandese di cui parla Ugla, di trattare con ironico distacco gli argomenti che più stanno a cuore, e poi di parlare degli stessi con periodi di poesia pura e bellissima. Lo scrittore è stato premio Nobel nel 1955, e da quel che so andrebbe letto tutto.

Vale G